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risparmi concreti

 

RISPARMIO ENERGETICO NEGLI EDIFICI
I settori del terziario e del residenziale assorbono ¼ del fabbisogno energetico nazionale. L’80% di tali consumi è riconducibile al riscaldamento domestico, la restante quota alla preparazione di acqua calda sanitaria, ai consumi degli elettrodomestici ed all’illuminazione. Diminuire questi consumi, oltre a ridurre notevolmente le emissioni inquinanti, comporta vantaggi in termini di diminuzione o annullamento di spesa della bolletta energetica e di miglioramento di comfort abitativo.
Grazie all’energia pulita e rinnovabile del fotovoltaico è possibile alimentare anche pompe di calore per il riscaldamento domestico e l’acqua sanitaria, senza la necessità di allacciarsi alle utenze del gas, con risparmi anche sulla manutenzione della caldaia e la realizzazione di canne fumarie.

TARIFFE INCENTIVANTI
Il GSE (ente preposto al rilascio degli incentivi) riconosce le seguenti tariffe agli impianti in esercizio ai sensi del decreto 19 febbraio 2007, in funzione della classe di potenza degli impianti e del livello di integrazione architettonica:

Taglia di potenza dell’impianto Non integrato (€/kWh) Parzialmente integrato (€/kWh) Integrato (€/kWh)
1 kW  P  3 kW
0,392
0,431
0,48
3 kW < P  20 kW
0,372 0,412
0,451
P > 20 kW
0,353
0,392
0,431

Gli incentivi, calcolati in base alle tariffe sopra riportate, sono riconosciuti per la totalità dell’energia elettrica prodotta dall’impianto.
Le tariffe sono erogate per 20 anni e non subiscono aggiornamenti ISTAT per l’intero periodo.
I valori indicati nella tabella sono decurtati del 2% per gli impianti entranti in funzione dal 2010. MSE e MATTM ridefiniranno con successivi decreti le tariffe incentivanti per gli impianti che entreranno in esercizio negli anni successivi al 2010. In aggiunta all’incentivo, si ha un vantaggio economico ulteriore per l’energia prodotta, che si può vendere oppure scambiare sul posto (<200kW). Le tariffe incentivanti possono essere incrementate del 5% nei seguenti casi (non cumulabili):
1. autoconsumo almeno del 70% dell’energia prodotta per impianti > 3kWp non integrati
2. impianti per scuole pubbliche/paritarie o per strutture sanitarie pubbliche
3. sostituzione di coperture in eternit  in fabbricati a destinazione agricola
4. impianti per enti locali con pochi abitanti (popolazione inferiore a 5000 abitanti)
Novità della finanziaria 2008, art. 2 comma 173: gli impianti fotovoltaici i cui soggetti responsabili sono Enti Locali (Comuni, Province, Città Metropolitane, Comunità montane, Comunità Isolane, Unioni di Comuni) rientrano nella tipologia di impianto integrato, indipendentemente dal livello di integrazione effettivo. Sono compresi in tale fascia anche i consorzi a cui partecipano enti locali e consorzi per i servizi sociali.